Lo so, lo so: ho saltato settembre con questo appuntamento. Spero vi sia mancato almeno un po’.

La wishlist di ottobre (ehi è un anno che scrivo questa rubrica!) anche questa volta è piena di cose da leggere o simili a cui ho aggiunto qualcosa da indossare. Partiamo dalle basi sostanzialmente questo mese, a volte è necessario.

Perché ho un problema con le illustrazioni: mi piacciono troppo.

In uno dei suoi ultimi post, Mariachiara mi ha fatto scoprire una rivista tutta italiana di illustrazione: si chiama Illustratore Italiano, esce con pochi numeri l’anno (4) e ci si può abbonare. Inutile dire che mi sono emozionata alla sola idea di scoprire milioni di nuovi illustratori che amerò tantissimo.

Dovete sapere che il mondo del disegno e dell’illustrazione mi è sempre piaciuto, per un periodo ho anche pensato di poter iniziare a disegnare anche io (avete presente quando si deve scegliere che scuola fare “da grandi”?). Però poi guardo gli altri e penso che ci sia già un sacco di gente bravissima a fare quel che fa e che l’aggiunta di disegni mediocri serva a poco se non a nulla. Quindi io continuo a scarabocchiare nei miei quaderni (anzi, nel mio bullet journal) e continuo a guardare tantissime illustrazioni ed innamorarmene quotidianamente.

Per allenarmi e avere sempre nuove idee per disegnare ho trovato un libro che potrebbe essermi utile: s’intitola 642 idee per disegnare (ne esiste anche una versione per bambini e una per chi vuole scrivere). Su ogni facciata si trova uno spunto da usare per disegnare qualcosa di preciso, ma a modo nostro. Trovo sia un bellissimo modo per tenersi allenati, ma anche per obbligarsi a fare qualcosa che ci piace perché rientri tra le nostre abitudini (è il motivo per cui ho cominciato il bullet journal per esempio) e per esercitarsi contro i propri limiti (nessuno disegnerebbe di sua spontanea volontà qualcosa che non gli riesce).

Ultima ispirazione in tema illustrazione è venuta da un libro che ho scoperto per caso su Roba da disegnatori: è la versione illustrata di Mamma ho perso l’aereo, è in inglese e mi sembra proprio ben fatta.

Per aumentare la collezione di libri pensati in modo diverso.

Un po’ di tempo fa vi avevo parlato, sempre in questa rubrica, dell’Atlante delle Emozioni Umane (che è ancora in whishlist ndr) e qualche settimana fa ho scoperto l’esistenza di un altro libro pensato con la stessa logica, ma dedicato ai viaggi: si intitola Atlante dei luoghi insoliti e curiosi. Il libro ha la volontà di raccogliere luoghi diversi: reali, immaginari, fantasiosi, abbandonati, curiosi che legano tramite un filo impercettibile tutte le sfumature dell’umanità. Mi sembra un bellissimo modo di viaggiare con la fantasia (e magari prepararsi ad una prossima vacanza).

Lo scorso inverno ho letto uno dei manuali best seller dell’anno: un libro dedicato alla filosofia danese di cui abbiamo sentito parlare tutti, l’Hygge. La lettura è stata abbastanza interessante, anche se non mi sono convinta a cambiare filosofia di vita. Credo infatti che ogni Paese, ogni cultura e ognuno di noi debba trovare da solo la propria strada e abbia, intrinsecamente, la propria filosofia di vita. Deve avere pensato la stessa cosa Beata Chomatowska, perché ha deciso di scrivere un libro risposta a tutti quelli dedicati all’hygge raccontando il modo di vivere dei polacchi. S’intitola Jakos to bedzie, che significa “in qualche maniera andrà” e racconta quale sia la filosofia di vita dei polacchi e come non serva votarsi alla filosofia di vita di qualcun altro prima di aver analizzato quella in cui siamo immersi quotidianamente.

Questioni di formalità.

Ultime due cose nella lista dei desideri di questo mese sono di abbigliamento: ultimamente sono in fissa con il look un po’ più formale, che sia semplice nell’uso dei colori, ma che non sia mai troppo scontato. Per questo vorrei aggiungere al mio armadio un bel paio di pantaloni rossi, dal taglio formale che posso usare sia in ufficio che fuori (questi che vedete li trovate su Asos) e una giacca con fantasia pied-de-poule, ma sobria (non troppo Preppy/british) e questa di Zara potrebbe soddisfare le mie aspettative.

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