Ho pensato a lungo se valesse la pena creare una nuova rubrica per questo blog.
Ho anche pensato di farne un contenuto video, come facevo una volta sul mio canale YouTube in polacco, ma poi ho pensato che forse fosse meglio iniziare così, scrivendo, un po’ come se questa fosse la pagina di un diario.

Perché questa nuova rubrica ha l’intenzione di tirare le somme di ogni mese, mettendo insieme cose fatte, cose viste, sensazioni provate e fare un bilancio, il più possibile positivo di quello che mi è capitato. Si tratta di una sorta di “preferiti” del mese, di “highlights”: sono i nuovi semi che ho piantato e i frutti che ho raccolto mese per mese.

Eccovi quelli di quello appena terminato: aprile.

Nuove tradizioni in cucina.

Come vi raccontavo in questo post, grazie a Valentina ho trovato una ricetta per preparare la pizza a casa che mi riesce, mi dà soddisfazione, mi fa venire voglia di ripeterla. Tre weekend di fila con la pizza preparata da me et voilà: nuova tradizione di famiglia appena aggiunta alle cose a cui non voglio dover rinunciare in fretta. E ora che la famiglia si allarga, sarà sempre più importante tenersi strette quelle che ci sono e crearne di nuove.

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In generale la cucina è un luogo in cui ho passato molto tempo lo scorso mese, non solo per cucinare.
A furia di rimandare per anni, finalmente mi sono presa la briga di farmi un mio piccolo ricettario: ci trascrivo le ricette che mi danno soddisfazione – sia che siano vecchie che siano nuove – e solo dopo averle cucinate. In questo modo evito di perdermi i link (o perdere ore per ritrovarli tra qualche tempo) e tengo tutto insieme in un unico posto. Annoto anche eventuali varianti o cose che possono tornare utili a chi vuol ripetere quella ricetta (che sia io tra un po’ di tempo o qualcun altro): l’intenzione è metterci dentro tutto quello che della cucina amo di più, dai miei comfort food a quelli di famiglia, dalle ricette salva-cena a quelle perfette per le occasioni speciali. Creare un ricettario che rispecchi me ed il mio modo di cucinare, con il suo evolversi nel corso del tempo.
Sono sicura che tra qualche anno farà ancora parte delle cose che sfoglierò più volentieri.

Riscoprire vecchie passioni e dedicare loro del tempo.

Maggio sarà l’ultimo mese in cui io e Giuliano abiteremo nella casa che ha di fatto testimoniato la nascita della nostra famiglia, quella in cui viviamo da quattro anni e mezzo.
Seppure il distacco da questo appartamento sarà doloroso e, obiettivamente, un po’ strano, sono preparata alle nuove avventure che ci aspettano nella casa che vedrà il nostro duo diventare un trio.

La necessità di cambiare casa ha risvegliato l’arredatore che c’è in me e devo dire che, tutto sommato, mi sto divertendo da matti a costruire pezzo a pezzo il nostro nuovo nido: disegno piantine, studio spazi, ripenso le funzioni dei mobili che abbiamo già, cerco soluzioni per goderci al meglio la vita in tre. E, ancora meglio, faccio tutto con una consapevolezza decisamente maggiore di quando abbiamo arredato la nostra prima casa (che comunque continua a piacermi).
Il dover cercare nuove soluzioni, mi ha anche permesso di scoprire tre nuovi siti su cui fare shopping (devo ancora testarli, ma lo farò presto): Carillo Home, Bodum e Juicy Trends – ne ho parlato su Instagram Stories nella seconda metà del mese.
Da piccola volevo fare l’architetto: ogni volta che mi devo occupare di arredamento e soluzioni abitative penso che non me la sarei cavata poi così male se avessi intrapreso quel percorso.

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In questo mese ho anche avuto modo di dedicarmi al DIY: ho dato nuova vita ad una vecchia scatola di legno che era di mia nonna – che ha aspettato 5 anni che io trovassi del tempo per lei. L’ho scartavetrata, dipinta, rivestita e sono soddisfatta del risultato: potete vedere tutto il procedimento e i vari step nelle Stories in evidenza sul mio profilo Instagram.

Ovviamente tutto questo non sarebbe stato possibile (in queste modalità) se non fossi in maternità anticipata: in questo periodo ho avuto il regalo di avere più tempo libero, che sembra una cosa fighissima vista dall’esterno, ma se non sei abituato a gestirlo il rischio di buttarne molto è altissimo. Ho dovuto creare un nuovo equilibrio tra la trasformazione del mio corpo in corso (e gli alti e bassi che comporta) con la nuova condizione di tempo libero a go go e ho potuto riscoprire attività e piaceri cui non mi ero più dedicata: è un bilancio positivo tutto sommato.

Un nuovo rapporto con il mio corpo.

Che donna sarei se non avessi (o avessi avuto) dei complessi nei confronti del mio corpo?
E secondo voi, quanto ero terrorizzata da 1 a 10.000 che si ripresentassero tutti con la gravidanza?
Ecco.

Dovete sapere, che negli ultimi 7-8 anni sono stata felice del mio corpo, dentro la mia pelle: non ho cancellato i difetti che vedo, mi ci sono semplicemente abituata e ho iniziato ad ignorarli il più possibile. Ho imparato a conviverci.
Certo, non sono mancate le piccole rinunce quotidiane che mi hanno aiutata nell’imparare a gestire i miei limiti e, in parallelo, una crescente attenzione verso quello che ingerisco mangiando e bevendo ha fatto la sua parte.

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Proprio per questa serenità acquisita negli ultimi anni, il pensiero di una gravidanza si collegava molto in fretta con quello del sovrappeso: sono stata una pre-adolescente e una teenager in sovrappeso (parliamo di un’oscillazione tra i 10 e i 15 kg in più del mio peso forma ideale) e so quanto sforzo, sudore e dedizione ho messo nel perdere peso tra la seconda e la terza liceo cambiando totalmente modo di mangiare senza più tornare indietro.
In più nove anni fa mi sono ammalata: mi hanno diagnosticato una malattia autoimmune (l’ipotiroidismo di Hashimoto) che può avere grandissime influenze sul peso corporeo e che, con la gravidanza, spesso non migliora affatto (di solito la gravidanza è un fattore scatenante di questa malattia o di altre disfunzioni tiroidee – le statistiche parlano di 2 donne su 3).

I presupposti per mettere su troppi chili c’erano tutti e invece all’inizio del settimo mese riesco ancora a mettere alcune delle mie camicette preferite (Dio salvi la moda dell’oversized), ho salvato qualche vestito estivo dal dimenticatoio e posso essere orgogliosa del lavoro che ho fatto fino a qui: sia sul mio corpo che sulla mia mente in tutti questi anni.
Quindi per ora mi dò una pacca sulla spalla, stringo i denti e tengo duro, che nei prossimi tre mesi i miei piedi spariranno alla vista verticale e dopo il parto il mio corpo assumerà ancora nuove forme: tutto questo potrebbe non piacermi, quindi mi godo quello che ho.

Tantissime cose viste e piaciute.

In un post che riassuma le cose migliori del mese passato, non possono di certo mancare un paio di righe sull’accrescimento di titoli di cui si è arricchita la mia cineteca virtuale.
Sono molto contenta di essere riuscita a vedere al primo weekend di uscita due film che aspettavo da moltissimo: Ready Player One e Avengers Infinity War. Mi sono piaciuti entrambi, il secondo più del primo e non vedo l’ora di scoprire le prossime mosse della Marvel.

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Ho anche flaggato due film che erano sulla mia lista “da vedere” da molto tempo e che non ero riuscita ad andare a vedere al cinema quest’inverno: Borg vs McEnroe e La battaglia dei sessi. Due film sul tennis, uno in chiave più eroico-epica, l’altro più politica. Entrambi con un cast stellare e talentuoso oltre ad uno studio dei costumi e un lavoro sulla fotografia magistrali.
Abbiamo anche recuperato il Disney Pixar del 2017, Coco: non rientra tra i miei preferiti, ma l’ho trovato fresco, sia per la trama che per l’ambientazione.

Come ultime cose vi segnalo invece un film e un documentario usciti qualche anno fa che meritano davvero di essere recuperati (entrambi parlano di sport): Zona d’Ombra con Will Smith e I Am Bolt, un biopic sul campione olimpico più famoso dei nostri tempi. Inoltre date un’occhiata a Mercury 13 (documentario sulle donne nello spazio) e Avicii True Stories (biopic sul DJ che si è recentemente tolto la vita): entrambi raccontano storie interessanti e profonde.

Per le mie recensioni su questi e altri titoli, potete dare un’occhiata a “Visti nel 2018″: l’album che ho creato sulla mia pagina Facebook per tenere tutti i miei pensieri sui prodotti cinematografici (film, serie tv e documentari) che ho visto e vedrò nel corso di quest’anno.

 

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