Marzo è stato il mese in cui sono rientrata in ufficio dopo quasi 14 mesi di assenza dal lavoro.
Quindi è stato un mese in cui sono cambiate un po’ di cose, in cui le mie occhiaie hanno ricominciato a farsi notare, in cui mio figlio passa più tempo con mia madre che con la sua, in cui ogni giorno è una partita a Tetris. Ma come mi ha detto mia sorella, “riuscirai a fare tutto, come tutte le mamme” e, alla fine, ha ragione lei.
In questo mese ho anche fatto cose, partecipato a corsi ed eventi, ascoltato podcast e guardato meraviglie su Netflix.
Forse un po’ meno del solito, ma un po’ di ciccia c’è, quindi facciamo ordine.

Partecipare è anche un po’ vincere.

All’inizio di marzo c’è una festa che festa non è: quella della donna. La diatriba sul suo festeggiamento trovo sia sterile: questa festivitá esiste per ricordarci ogni anno che la libertá che abbiamo ora, una volta la sognavamo e che più di qualcuna ha perso la vita per quelli che oggi chiamiamo diritti. Ogni donna è libera di festeggiare l’8 marzo come le pare, a me per esempio non piace andare in giro per feste organizzate con spogliarelli e cose simili, mi piace usarla come scusa per stare con le amiche: magari davanti ad una tazza di thè caldo guardando un film stupido.
Quest’anno però, il mio 8 marzo è stato diverso.
Sono stata ad un evento organizzato da donne per le donne e sulle donne, sono stata a Think Ladies. Ho mangiato (bene), bevuto (ah, l’alcool!), giocato a un quiz (quello di Gaia), annuito più volte durante l’intervento di Valeria (quello sul mansplaining) e chiacchierato per ore. È stata una bella serata, il cui ricavato è andato in beneficienza: speriamo di ripetere il prossimo anno.
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Verso la fine del mese invece ho investito su me stessa e sono andata ad un corso, a Milano. Su cosa verteva il corso? Ma ovviamente sul podcasting!
Come sapete, il mio progetto continua e avevo bisogno di passarlo sotto il torchio di qualcuno che fosse più esperto di me in materia e ho fatto bene!
Il corso è stato validissimo e mi ha aiutata a capite quanto ancora io abbia da perfezionare, ma l’entusiasmo non accenna a passare e, anzi, cresce la determinazione a portare avanti il progetto.
È stato l’investimento migliore che finora potessi fare!

Ascolti e netflixing.

Il loop dell’ascolto di podcast è proseguito anche questo mese. Mi sono sforzata di ascoltare più cose in italiano, anche per potervene consigliare.
Il primo racconta vicende e vicessitudini delle Olimpiadi del 1968, le Olimpiadi più politiche della storia, anche di quelle di cui non avete mai sentito parlare. È interessantissimo, soprattutto se, come me, amate la Storia. Il secondo è un vero e proprio reportage giornalistico su Milano, quella del 2019, di cui sfata molti miti e di cui racconta, dal di dentro, quello che noi non milanesi vediamo o no. Il primo è giá interamente disponibile, il secondo è in corso di pubblicazione (una nuova puntata ogni 2 venerdì).
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Lo sconvolgimento della routine ha fatto si che riuscissi a guardare poco su Netflix questo mese, ma qualcosa si.
Partirei da una serie comedy (con qualche risvolto più serio e tenebroso): Russian Doll. Un loop temporale in cui la protagonista rimane incastrata nel giorno del suo compleanno si trasforma in una grandissima riflessione su di sè, presente e passata. Ha una colonna sonora che è una bomba, agevolo playlist.
E poi non possono mancare loro, i Fab5: i 5 ragazzi gay di Queer Eye, che con la loro carica emotiva rivoluzionano la vita delle persone che si sono perse per strada per qualche motivo. Ho guardato la terza stagione, uscita il 15 marzo, perché le altre due le avevamo divorate lo scorso anno a cavallo tra i miei ultimi giorni con il pancione e i primi con Leo e ci avevano messo di buon umore. Loro possono non piacere a tutti, io e Giuliano li adoriamo.

Bonus track

Questo video postato da Netflix su LinkedIn, perché attendo Stranger Things 3 con fervore e un video di un’illustratore che disegna tutte e due le stagioni della serie in timelapse non poteva che andare diretto tra i miei preferiti.

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