12 libri che potete leggere durante le vacanze estive

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Siete già tutti in vacanza vero? Beh, se state ancora decidendo cosa leggere durante la pausa estiva ho raccolto per voi 12 titoli tra libri che ho letto e che vorrei leggere nel futuro prossimo, che credo possano essere dei perfetti compagni di ombrellone, ma soprattutto fonti di relax.

Ho scelto 3 categorie, che di solito sono quelle cui faccio riferimento io per scegliere i libri: la possibilità d’imparare qualcosa di nuovo, il bisogno di riflettere sui grandi temi della vita lasciandomi ispirare dal pensiero di qualcuno, le storie che sono capaci di portarmi in luoghi lontani/diversi da quelli che il mio corpo e la mia mente frequentano ogni giorno.

1. Bill Bryson – Il mondo è un teatro. La vita e l’epoca di William Shakespeare.
Inizio con un libro che ho letto e amato. Bill Bryson è un gran narratore, saprebbe spiegare il ghiaccio agli eschimesi con parole così semplici da risultare geniale. Il libro è breve, conciso, ma pieno di nozioni interessantissime. In queste poche pagine, Bryson mette insieme tutto quello che sappiamo su William Shakespeare, quasi niente, e cerca di ricostruirne la vita e l’epoca con quello che ha. Il drammaturgo più famoso del mondo, ma anche l’uomo più sconosciuto alla storia.

2. KAKEBO. Il libro dei conti di casa. Il metodo giapponese per imparare a risparmiare.
Più che un saggio o un manuale, questo è un vero e proprio libro di esercizi, che vi accompagnerà per lungo tempo se deciderete di imparare questo metodo. Io non ho ancora avuto il coraggio di decidermi a comprarlo, ma è nella mia wishlist da molto tempo e ne ho sentito parlare davvero molto bene.

3. Carlo Rovelli – Sette brevi lezioni di fisica.
Io con le materie scientifiche sono una frana. La mia capacità di comprensione di certe tematiche è veramente bassa, solo persone come Piero e Alberto Angela colmano alcune lacune. Ma la mia voglia di saperne di più, soprattutto su tematiche legate all’universo e al “da dove veniamo” non si placa e sono sempre in cerca di nuove voci che sappiano raccontarmi qualcosa che mi faccia sognare un po’. Questo libro di Rovelli è consigliatissimo, soprattutto a i non addetti ai lavori ed è anche un ottimo modo per fare del relax una fonte di conoscenza: è una cosa che normalmente possiamo permetterci poco, bisogna approfittarne.

4. Massimo Cotto – We Will Rock You. Segreti e bugie – 709 canzoni come non le avete mai sentite
Qualche tempo fa ascoltavo la mia radio preferita, Radio Monte Carlo, e uno degli speaker parlava di questo libro come una grande fonte di news, pettegolezzi e sorprese sulla musica che ascoltiamo tutti i giorni. Si tratta infatti di una raccolta di storie e aneddoti riguardanti i più grandi successi musicali della storia moderna, quelle cose che pensiamo solo i grandi appassionati possano sapere. Lo trovate su Amazon in sola versione Kindle, più da spiaggia di così. ;)

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5. Keisuke Matsumoto – Manuale di pulizie di un monaco buddhista. Spazziamo via la polvere e le nubi dell’anima.
Ora che me ne accorgo sembra che io sia fissata con l’Oriente e con i manuali che ti insegnano a vivere. In realtà non è così. Mi piace leggere di come le persone affrontano la vita, che lo facciano in un articolo, in un’autobiografia o in una qualche sorta di manuale, poco cambia: l’importante è trovare sempre un punto di vista nuovo sulle cose. I monaci buddhisti sono conosciuti come individui che rispetto al resto del genere umano impara per tutta la vita a sfruttare parti del proprio cervello che abbiamo tutti e non usiamo. Non mi interessa se sia realmente così, ma è una prospettiva talmente interessante che non mi è possibile ignorare. Questo libro ha la volontà di permetterci di trovare in noi l’armonia, insegnandoci a pulire il nostro spazio più intimo: la casa. 

6. Vito Mancuso - Questa vita
Qualche mese fa, avevo già parlato di questo libro sul blog: lo consigliava la mia insegnante di yoga. La teoria (recentemente dimostrata) secondo cui veniamo dalle stelle è stata la scoperta dell’anno per me, ci ripenso in continuazione.
Il libro è un saggio filosofico, che affronta le più importanti domande che ci poniamo con un linguaggio comprensibile a tutti e una nuova modalità di intersezione delle tematiche più ricorrenti per noi cresciuti in Occidente: religione, scienza e filosofia si fondono in un testo pieno di nuovi spunti di riflessione. 

7. Concita de Gregorio – Così è la vita. Imparare a dirsi addio.
Ci sono argomenti di cui parliamo malvolentieri o non parliamo affatto. Uno dei principali è il lutto: un argomento che ci intristisce, tocca la nostra intimità, ci costringe a fare i conti con qualcosa che ci fa una gran paura. La De Gregorio in questo libra affronta l’argomento, raccontandoci come uscire da quel dolore incommensurabile. Se siete in vena, potrebbe essere terapeutico.

8. Matt Haig – Ragioni per continuare a vivere
Anche in questo caso l’argomento non è dei più leggeri: parliamo di depressione e di lotta contro se stessi. In questo libro Haig racconta il proprio percorso di uscita da questa malattia così difficile e invisibile agli altri. Ne parlava Chiara qualche giorno fa, credo proprio valga la pena di leggerlo: qualsiasi sia la situazione in cui ci troviamo.

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9.  P.L. Travers – Mary Poppins
Quest’inverno sono stata costretta a letto per 3 settimane dalla varicella. Ovviamente, è stato il momento dell’anno in cui ho letto di più. Tra i testi che ho scelto in quel periodo c’era anche la storia di Mary Poppins, che volevo leggere da tantissimo tempo. Ho scelto questa versione magnificamente illustrata da Julia Sardà e non potrei aver fatto scelta migliore. Non solo la storia è molto bella, piena di colpi di scena (se conoscete a memoria il film), ma soprattutto sognante. Vale la pena di immergersi in una lettura per ragazzi per qualcosa di così magico.

10. Paolo Cognetti – Le Otto Montagne
Vincitore del Premio Strega 2017, racconta di due amici che crescono insieme tra le montagne, diventando adulti, sviluppando ognuno la propria visione del mondo. Tegamini ne ha parlato molto meglio di me nel suo Librini (anche perché lei l’ha già letto e io no). Vi toccherà cercarlo in libreria però, su Amazon è praticamente introvabile.

11. Zadie Smith – Swing Time
Da un romanzo di formazione ad una storia adolescenziale, Swing Time è una delle “hit” del momento in fatto di libri. Storia di un’amicizia tra ragazze con tutte le sue sfaccettature, di quelle che forse solo le donne sono in grado di vivere. 

12. Mario Calabresi – Cosa tiene accese le stelle
Lettura consumata in pochissimo tempo, questo di Calabresi è un viaggio tra molteplici voci che interrogate dal giornalista cercano (riuscendoci) di smentire una diceria fin troppo fondata ai giorni nostri: la convinzione che “si stava meglio quando si stava peggio”, che “una volta le cose erano meglio”. Troverete Franca Valeri accanto al Dott. Veronesi, e a tante persone comuni (es. la nonna dell’autore) a dimostrarvi come stanno veramente le cose.

 

Qualsiasi cosa decidiate di leggere, spero passiate delle ottime vacanze!

 

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Estate 2017: 7 cose che vorrei

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Bene, ho saltato l’appuntamento di luglio con questa rubrica e quello di agosto si avvicina, quindi la faccio breve e riunisco 2 whishlist in 1, senza raddoppiare le cose da inserirci. In fondo è estate, bisogna star leggeri. No?

Power-outfit

Mentre mettevo insieme i pezzi di questa whishlist mi sono resa conto di averci praticamente creato un outfit dentro, senza farlo apposta peraltro.

Cominciamo dal vestito: è di New Look ed è uno di quelli che (chi mi segue su Instagram Stories lo sa) avevo provato mentre ero in Polonia, ma non comprato perché lì la maggior parte degli abiti è venduta per soddisfare le generose taglie di seno delle donne che ci vivono. Categoria di cui io non faccio parte. L’avevo quindi lasciato lì, molto a malincuore. Poi ho pensato che, sicuramente, sul sito l’avrei trovato e che no avendo mai avuto problemi di sorta con le taglie, non sarebbe successo nemmeno stavolta. Quindi alla fine l’ho comprato e mai rimandato indietro perché avevo ragione.
Ora è in saldo. Al 50%. Già.

Gli altri due elementi dell’outfit, appartengono in realtà alla categoria del make up: sono innanzitutto la cipria di Guerlain più venduta al mondo (credo), ovvero Les Meteorites [che per me esistono solo nella versione Claire], che vorrei comprare da tantissimo, ma che mi sembrano sempre troppo care (soprattutto finché ho degli altri prodotti da finire). Per l’estate sarebbe perfetta.
Secondo elemento è invece una tinta labbra, di Maybelline, che fa parte della collezione creata apposta per l’uscita di Wonder Woman al cinema (ndr il film mi è piaciuto moltissimi). Ho scoperto le tinte labbra da pochi mesi: mi chiedo come sia possibile che non ci abbia mai provato prima. Ora ne voglio una rosso fuoco, pensa te.

Per viaggiare

Anche se non ho ancora prenotato le vacanze (sigh), so già dove andare (alééééé) e, nel frattempo avrò un paio di weekend fuori porta cui dedicarmi. Ho scelto due cose, pratiche e poco ingombranti, che vorrei portare con me:

1. Un ferro da stiro da viaggio. Non ho idea di quale sia la marca migliore, né tanto meno senza quali funzionalità l’acquisto sarebbe totalmente inutile. Sta di fatto che per partecipare ad uno dei matrimoni cui sono invitata quest’anno sarebbe utile averne uno, giusto per essere sicuri di non sembrare una scappata di casa. Avete consigli? Sono tutta orecchie!

2. Una Lechtturm 1917 puntinata. Per poterci doodlare, disegnare, scribacchiare tutto quello che mi va. Ho proprio bisogno di un posto in cui sfogare la parte più artistica di me, dove incanalare l’ispirazione del momento, senza pensare che ogni segno passerà dall’altra parte del foglio rovinando il successivo. Tutti dicono che sia la migliore per farlo, voi cosa ne pensate?

Perché è la casa che me lo chiede

Vi ho già detto più di una volta che sto pensando, piano piano, a finire di arredare tutti quei dettagli di casa che ancora non sono perfetti e che solo 3 anni di convivenza potevano far emergere.

Il problema numero 1 di quest’anno è che ho ricominciato a leggere in modo esponenziale e ho finito lo spazio per i libri nella mia Billy (che poi sono una serie di porta cd che mi sono portata dietro da casa dei miei perché era l’unica cosa che ci stava in casa) e non la producono più del colore che ho io. Quindi ho un disperato bisogno di trovare soluzioni intelligenti che non occupino ulteriore suolo del mio appartamento per riporre i libri. Cosa ne pensiamo delle librerie invisibili che fanno sembrare i libri fluttuanti nell’aria?

Altra questione, sempre legata allo spazio, è che vorrei tantissimo sbizzarrirmi nel preparare ghiaccioli e gelati a stecco home made (sono intollerante al lattosio e per me sopravvivere all’estate senza gelato è un dramma). Però ho il freezer mignon e le forme quelle in verticale non ci stanno nemmeno a pagarle care. Quando ho scoperto che esistevano le forme per ghiaccioli orizzontali ho pensato che il mondo fosse un posto bellissimo.
Poi ho letto i commenti che si trovano sotto i post dei giornali sui social e mi sono un po’ ricreduta. Ma questo è un altro discorso

Disclaimer interessante per gli shopping online addicted come me. 

Ho scoperto l’esistenza dei siti di cashback, che ti accreditano una percentuale di quello che hai speso online e che possono poi essere riconvertiti in soldi da spendere al raggiungimento di una certa soglia minima (di solito 50 €). Io da qualche mese sto testando BuyOn. Se volete testarlo anche voi, usate questo link https://www.buyon.it/ueieouu , vi verrà offerto un cashback iniziale di 10€. Buon shopping!

 

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Giugno: 7 cose che vorrei

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Dalla finestra entra il profumo dell’estate (beati voi che lo sentite) e nei negozi si susseguono le promozioni pre-saldi estivi.
Quale occasione migliore quindi per stilare una whishlist? Cominciamo subito allora!

SHE’S GOT THE LOOK

Per noi donne l’arrivo dell’estate è sempre sinonimo di shopping: troveremo sempre una nuova e propizia occasione per acquistare qualcosa di nuovo da aggiungere al nostro armadio. Se poi ci mettiamo il fatto che con una vita attiva si esce di casa almeno un paio di volte al giorno, la scusa è servita su un piatto d’argento.

A me d’estate viene voglia di acquistare principalmente due cose: vestiti e sandali col tacco. Se con la prima categoria vado sul sicuro (li indosso davvero spesso, anche se non mi abbronzo quasi per niente), con la seconda mi sembra sempre di giocare d’azzardo. Non sono una che indossa molto i tacchi e per questo spesso mi sono ritrovata con in mano scarpe che in realtà non riuscivo ad abbinare (anche se pensavo di sì al momento del click) o che non indossavo per questioni di comodità. Quelle scarpe sono quasi tutte ancora nel mio armadio quasi nuove (forse un paio o due proprio mai messe).
Prima o poi le metterò in vendita su Depop. 

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La moda che cambia il mondo

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Da quando ho un abbonamento a Netflix, il numero di documentari che guardo è esponenzialmente aumentato. Prima, con la sola tv pubblica, l’offerta di questo tipo di contenuti mi era così limitata che non mi sono mai realmente chiesta che tipo di documentari mi piacesse vedere. Ora che ne ho visti un po’, credo di aver trovato una quadra nei miei gusti e, alla fine, non sono molto dissimili da quelli che ho in fatto di libri: anche se più che concentrarmi sulle biografie dei singoli, mi concentro sulle radiografie di un pezzo di società.

Tra lo scorso anno e l’inizio di questo sono capitata su 2 documentari, diametralmente diversi tra loro, che si sono occupati a loro modo di raccontare l’impatto della moda sulla società. Visto che per 5 anni mi sono occupata anche io di moda, continuo a guardare con la coda dell’occhio cosa succede in quel mondo, continuo ad interessarmi a cose che con la moda hanno a che fare.

Uno s’intitola Political Dress, l’altro The True Cost.
Il primo racconta un pezzo di storia della mia seconda patria, la Polonia, l’altro un pezzo di mondo in cui vivo adesso. Uno mi ha fatto sentire orgogliosa, il secondo un’idiota. Il primo è disponibile su YouTube, il secondo su Netflix. Entrambi mi hanno fatto riflettere su quanto la grandezza o la piccolezza dell’umanità dipende da quello che facciamo, a noi e agli altri.

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Maggio: 7 cose che vorrei

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Rieccoci con un nuovo appuntamento con la mia whishlist. Questo mese ho puntato su due cose: la voglia di vedere finalmente la primavera fuori dalla finestra e alcuni desideri che mi permettono di raccontarvi qualcosa in più delle abitudini prese negli ultimi mesi. 

Non mi dilungo e inizio subito!

LE AGGIUNTE ALLA BIBLIOTECA

Questo mese ho scelto addirittura 4 libri da inserire in whishlist: 1 manuale, 2 saggi e 1 graphic novel.

Il manuale è Botanical Line Drawing, 200 esercizi per allenarsi a disegnare elementi della natura molto diversi tra loro: dalle foglie ai fiori, dalle piante ai cactus. Negli ultimi mesi infatti ho riscoperto il piacere della calligrafia e del doodling e mi sono accorta che la cosa che mi viene più naturale è proprio accostare parole ed elementi naturali. La mia capacità di disegnare fiori e piante però è abbastanza limitata: non ho molta fantasia e alla fine disegno sempre le stesse due o tre cose. Questo libro senz’altro permetterebbe di avere per lo meno in memoria qualche tratto in più da ricreare.

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Aprile: 7 cose che vorrei

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Ho lasciato questa rubrica in pausa a marzo, non solo perché è stato un mese intensissimo (soprattutto sul lavoro), ma anche perché non ero riuscita a mettere insieme cose che davvero avessero un senso di esistere in questo appuntamento. E non mi va di riempirlo, tanto per pubblicare un articolo in più.

L’arrivo della primavera però mi ha dato nuove ispirazioni, quindi eccoci di ritorno con la mia wishlist mensile.

PER L’ARMADIO

La mia giacca nera primaverile/autunnale mi sta abbandonando. Abbiamo passato insieme almeno 3 anni e l’ho letteralmente consumata. Sto cercando una degna sostituta, in simil pelle (non c’è niente che tenga caldo come il sintetico) che non sia troppo piena di fronzoli e soprattutto non abbia colletto (quello mi piace solo nei cappotti invernali). Ho trovato questa di Zara che non mi sembra male, posso fidarmi secondo voi?

Altro elemento del guardaroba di mezza stagione che mi ha abbandonato sono le mie stringate beige: le ho comprate in Polonia tre o quattro anni fa, sorpresa da un tempo atmosferico totalmente sballato rispetto a quello che mi ero portata in valigia. Mi hanno accompagnata tantissime giornate in ufficio e sono state per molto tempo le scarpe del “non voglio vestirmi elegante, ma non voglio nemmeno andarci in sneakers”. Mi è toccato buttarle, a malincuore (io le scarpe le distruggo letteralmente, qualsiasi sia la loro foggia, marca e prezzo di acquisto) e sono alla ricerca di qualcosa che le possa sostituire degnamente in tutte quelle volte in cui ho bisogno di vestirmi un po’ più formale del solito, ma senza esagerazioni. Queste stringate di Mango con plateau potrebbero fare al caso mio, oltre che a quello del mio metro e sessanta. Ho solo il grandissimo dubbio che non riuscirò a guidarci.

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Una famiglia fatta di chilometri

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Le famiglie sono fatte di molte cose: baci, abbracci, pacche sulle spalle, discussioni, liti, scambi intergenerazionali, tradizioni, emozioni, vita. La mia è fatta di chilometri.

Ho passato le mie vacanze estive, dalla nascita ai 18 anni, in un paesino (ma -ino -ino) della Polonia, a circa 40-50 km da Varsavia, la capitale europea che ha dato i natali a mia mamma. Quel paesino lo raggiungevamo tutti gli anni (tranne qualche rara eccezione) con un viaggio di 24 ore (più le pause) in macchina attraverso l’Europa.

Di quei viaggi ho ricordi meravigliosi, nonostante abbia sempre sofferto il mal d’auto.
Più di una volta, da quando abbiamo smesso di farli, ci è capitato di sentirne la nostalgia.

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Febbraio: 7 cose che vorrei

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Devo ammetterlo: questo è il mio appuntamento preferito tra quelli mensili di questo blog. Vi sembrerà strano, ma mi piace dare un senso alle scelte che faccio – cercando di capire perché mi piace una data cosa o il motivo per cui l’ho inserita in una lista di cose per cui vorrei spendere dei soldi. Credo che, per quanto la società in cui viviamo sia consumistica, sia altresì molto importante comprendere le motivazioni delle scelte che facciamo ogni giorno: per capire se sono dettate da momenti passeggeri o da motivazioni più profonde.

Questo ovviamente non significa che non ci sia della frivolezza, anzi: ma mi interessa capire da dove arriva.
Bene, ora bando alle ciance e iniziamo!

PER IL QUIETO VIVERE

Nelle ultime settimane sono stata costretta a stare a casa: mi sono presa la varicella dai miei nipoti (l’affetto ha un prezzo evidentemente), la cosa si è complicata un po’ più del previsto e sono 3 settimane che sto qui sul divano a cercare di riempire le milioni di ore di tempo libero che inaspettatamente ho guadagnato.

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Gennaio in cucina: cosa ho preparato

Ricette di Gennaio

Bene, dopo aver saltato l’appuntamento di questa rubrica il mese scorso, rieccomi qui a parlarvi di quel che ho cucinato utilizzando le ricette trovate su vari foodblog.

Qualcuno mi ha chiesto se posterò ricette solo di foodblog che seguo e la risposta è no. La maggior parte delle ricette che mi salvo, infatti, è scelta dopo una semplicissima ricerca su Google. Altre ricette invece le salvo dai blog che seguo, dopo averle viste sui profili social dei blogger che li gestiscono semplicemente perché mi incuriosiscono.

Nonostante per tutti gennaio sia il mese del detox, io ho preparato un po’ di dolci – complici alcune cene da amici, qualche avanzo post-Feste e un sacco di tempo libero da riempire quando ho avuto la varicella e stare davanti ad uno schermo era l’ultima cosa che il mio corpo volesse fare.
Quindi, partiamo!

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5 cose che ho imparato con #gioiedinatale

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Ed eccoci qui, con il primo post del 2017. Oggi voglio parlarvi contemporaneamente di Instagram e di una mia esperienza personale. A dicembre ho imparato molto su di me e ho rimesso il focus su una serie di cose che mi piace fare, che rendono più piena la mia vita – quella vissuta fuori dall’ufficio (ma che non è detto che non centri nulla con la mia vita professionale).

Tra il 1° e il 25 dicembre ho partecipato a un challenge su Instagram: #gioiedinatale, organizzato da Marta Pavia aka Zuccaviolina, di cui ho avuto il piacere di essere allieva al corso #fotointavola (organizzato da lei e Valentina Masullo @valefatina).

Prima di inoltrarmi però in un’analisi di quello che quest’esperienza mi ha dato, meglio fare un piccolo vademecum per partire tutti dalle stesse basi.

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