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È capitato così: sono andata a fare una presentazione da un cliente, insieme a due colleghe. La presentazione è durata più del previsto e invece di rientrare subito in ufficio (rischiando di mangiare gli “avanzi” degli altri dipendenti in zona) abbiamo deciso di trovare un posto vicino alla sede del cliente per mangiare qualcosa con più calma e soddisfazione.

Ognuna di noi ha dei “disagi alimentari”: intolleranze, cibi che deve evitare, regimi da seguire. Trovare un posto che riesca a metterci d’accordo non é semplicissimo, quindi la ricerca poteva essere complicata in una zona che non conosciamo bene, né frequentiamo regolarmente. E, invece, siamo state fortunate. 

Qualche anno fa, mi sono accorta di essere arrivata a far parte di quella percentuale di italiani che non leggeva più di un libro all’anno (sempre che riuscissi a finirlo) e me ne sono vergognata. Non perché abbia aspirazioni intellettualoidi, ma perché leggere mi piace e, non facendolo, mi stavo privando di qualcosa d’importante PER ME. Riprendere la lettura è stato difficilissimo, un processo lungo, non aiutato dall’arrivo degli smartphone nella mia vita, né tanto meno da un lavoro come il mio che può essere davvero totalizzante in certi periodi. Ma ce l’ho fatta e sono passata da 0-1 libri massimo l’anno a leggerne qualcuno in più, a volte 5 o 6 a volte 10: non sarò mai una grande lettrice, ci sono troppe cose che mi piace fare nel tempo libero e voglio fare un po’ di ogni una quando posso, ma sono molto soddisfatta del risultato ottenuto - tanto da pensare che potevo condividere qui qualche suggerimento (anche di lettura). Quindi, per chi è questo articolo?

  • Per chi ha poco tempo libero, ma ogni tanto vuole dedicarlo alla lettura (chi lavora tanto, ma anche mamme e papà di bimbi piccoli che non giocano ancora da soli)
  • Per chi vorrebbe riprendere a leggere con maggiore regolarità, ma non sa da che parte iniziare *Spoiler: l’importante è iniziare*
  • Per chi è un lettore *grande o piccolo chi se ne frega* ed è in cerca di nuove ispirazioni

Senza dubbio essere a casa in maternità permette di occupare il proprio tempo in attività diverse da quelle che il lavoro normalmente ci porta via o, molto più banalmente, ci permette di passare un numero maggiore di ore su attività che amiamo a cui normalmente dedichiamo un tempo limitato. Certo essere in forma aiuta e la maternità anticipata può significare che c'è qualcosa che non va o che il nostro corpo ha bisogno di lavorare con tempi e modalità che non coincidono con quelli della nostra routine lavorativa (che è più o meno la situazione in cui mi trovo io). Quindi, sostanzialmente, quando ho una giornata si (e per fortuna ad aprile è capitato spesso) passo più tempo ai fornelli: non nel senso che cucino molto di più (ingrassare eccessivamente non è di sicuro tra i miei obiettivi in questo periodo, ma soprattutto la mia condizione persona con una malattia autoimmune cronica non ne gioverebbe di certo), ma che cucino cose diverse, cose che necessitano tempo per essere preparate: quel tempo che normalmente non ho.

Siete già tutti in vacanza vero? Beh, se state ancora decidendo cosa leggere durante la pausa estiva ho raccolto per voi 12 titoli tra libri che ho letto e che vorrei leggere nel futuro prossimo, che credo possano essere dei perfetti compagni di ombrellone, ma soprattutto fonti di relax. Ho scelto 3 categorie, che di solito sono quelle cui faccio riferimento io per scegliere i libri: la possibilità d'imparare qualcosa di nuovo, il bisogno di riflettere sui grandi temi della vita lasciandomi ispirare dal pensiero di qualcuno, le storie che sono capaci di portarmi in luoghi lontani/diversi da quelli che il mio corpo e la mia mente frequentano ogni giorno. 1. Bill Bryson - Il mondo è un teatro. La vita e l'epoca di William Shakespeare. Inizio con un libro che ho letto e amato. Bill Bryson è un gran narratore, saprebbe spiegare il ghiaccio agli eschimesi con parole così semplici da risultare geniale. Il libro è breve, conciso, ma pieno di nozioni interessantissime. In queste poche pagine, Bryson mette insieme tutto quello che sappiamo su William Shakespeare, quasi niente, e cerca di ricostruirne la vita e l'epoca con quello che ha. Il drammaturgo più famoso del mondo, ma anche l'uomo più sconosciuto alla storia.

Da quando ho un abbonamento a Netflix, il numero di documentari che guardo è esponenzialmente aumentato. Prima, con la sola tv pubblica, l'offerta di questo tipo di contenuti mi era così limitata che non mi sono mai realmente chiesta che tipo di documentari mi piacesse vedere. Ora che ne ho visti un po', credo di aver trovato una quadra nei miei gusti e, alla fine, non sono molto dissimili da quelli che ho in fatto di libri: anche se più che concentrarmi sulle biografie dei singoli, mi concentro sulle radiografie di un pezzo di società. Tra lo scorso anno e l'inizio di questo sono capitata su 2 documentari, diametralmente diversi tra loro, che si sono occupati a loro modo di raccontare l'impatto della moda sulla società. Visto che per 5 anni mi sono occupata anche io di moda, continuo a guardare con la coda dell'occhio cosa succede in quel mondo, continuo ad interessarmi a cose che con la moda hanno a che fare.

Uno s'intitola Political Dress, l'altro The True Cost. Il primo racconta un pezzo di storia della mia seconda patria, la Polonia, l'altro un pezzo di mondo in cui vivo adesso. Uno mi ha fatto sentire orgogliosa, il secondo un'idiota. Il primo è disponibile su YouTube, il secondo su Netflix. Entrambi mi hanno fatto riflettere su quanto la grandezza o la piccolezza dell'umanità dipende da quello che facciamo, a noi e agli altri.

Eccoci alla seconda puntata di "cosa ho cucinato il mese scorso": ovvero, se i food blog esistono è perché anche noi saremo in grado di ripetere le loro ricette. Questo mese mi sono sbizzarrita e di ricette ne ho preparate ben 4 tra quelle che mi ero salvata. Quindi bando alle ciance e iniziamo!

IL SALVACENA

Iniziamo con una ricetta di Robysushi che per ben due volte ha letteralmente salvato la mia cena: la millefoglie di pesto e patate, a cui aggiungerei l'aggettivo "filante". Ovviamente lo reinterpretata leggermente: in quanto salvacena, è stata riadattata con quello che c'era in casa. La modifica principale è stata quella di cambiare il formaggio da utilizzare (per questo è "filante"): non avevo l'asiago, a casa mia formaggio ce n'è poco perché io sono intollerante al lattosio e se c'è è o senza lattosio o affumicato (perché mi da meno fastidio) o stagionato (perché la percentuale di lattosio è più bassa e riesco a tollerarla). Ho sostituito l'asiago con la scamorza affumicata - quella che mi porta Cortilia - mentre tutto il resto è rimasto invariato come da ricetta.

Non sono una grandissima lettrice, leggo pochi libri all'anno, ma nella maggior parte dei casi si tratta di biografie. Le biografie sono il genere che più di tutti mi tiene attaccata ad un libro. Non tutte mi danno la medesima soddisfazione, ma tutte m'incuriosiscono. Il loro essere reali, fa sì che le senta vicine a me, anche quando raccontano di mondi lontani dal mio - che sia per questioni storiche che geografiche. Ho deciso quindi di condividere una piccola raccolta di 5 titoli che più di altri hanno lasciato un segno, perché credo che vedere la vita secondo il punto di vista di un altro sia il modo migliore per comprendere al meglio quanto sia possibile essere tutti uguali e tutti diversi nello stesso tempo.

Ed eccomi qui, con una rubrica dedicata ad una delle cose che amo di più e che fa anche parte del mio lavoro quotidiano: il cibo. Ogni giorno mi occupo di strategie e piani editoriali social per clienti nel mondo del food, in più cucinare mi piace e cerco sempre di dedicare a quest'attività un po' di tempo (ve ne avevo già parlato, ricordate?). Testo ricette trovate online, cerco di crearmi una sorta di ricettario (che per ora è una cartella di link su gmail) di cose con cui, nel mio piccolo, cerco di stupire ospiti e marito per non annoiare il palato. Ho deciso di introdurre su questo blog un appuntamento - che spero possa essere mensile -  per raccogliere le ricette in cui mi sono cimentata durante il mese passato: perché alla fine tutti vediamo pubblicate milioni di ricette online ogni mese, ma nessuno ci dice mai se siamo in grado di riprodurle, no?

Ho visto Birdman. Mi è piaciuto. Cercherò di spiegare perché senza troppi sproloqui.

BIRDMAN È INNANZITUTTO UN BEL FILM, TECNICAMENTE PARLANDO.

Un piano sequenza di due ore - non se ne vedevano di così ben digeribili dai tempi di Nodo alla gola del mio amato Hitchcock -, ellissi temporali di altissimo livello, una colonna sonora memorabile, una gestione dell'onirico che entrerà nei libri di storia del cinema. Una costruzione filmica capace di mantenere la barriera dello schermo alta quanto basta per farci vedere dall'altro lato senza toccare necessariamente l'immedesimazione.